Chi decide quali siti web dobbiamo visitare?

Ormai si fa un gran parlare di fake news e del fatto che la maggior parte delle persone vivono in una sorta di camera dell’eco online.

Compagnie come Google, Facebook, Yahoo, e tante altre usano il nostro profilo per filtrare i risultati che ci mostrano, nelle loro ricerche e non solo, in base a quello che loro pensano siano i contenuti che ci interessano di più e su cui è più probabile che faremo un bel clic.

Questa “procedimento” è comunemente conosciuto come Filter Bubble o Bolla di filtraggio in italiano.

Questa non è niente altro che una forma di censura aziendale che può essere usata per influenzare l’opinione pubblica ( anche se spesso in modo non intenzionale), come per esempio durante le elezioni elettorali, oppure su determinate tematiche che spesso hanno un forte impatto emotivo e sociale, ed è proprio in questi periodi che le fake news circolano maggiormente.

Vi consiglio un bel TED talk di Eli Parsier che parla proprio del modo in cui tutti i giorni veniamo “censurati” da questo tipo di “comportamento” aziendale.

 

Per quanto possano venderci come una sorta di comodità questo tipo di comportamento, e totalmente sbagliato.

Dobbiamo essere noi a decidere chi, cosa e quando avere accesso a determinate informazioni e non dovrebbe esserci nessun altro che fa questo tipo di scelte al nostro posto.

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