Come proteggere la privacy su Android

28/04/2018
28/04/2018 fastbyte01

In questo breve articolo andremo a vedere un insieme di consigli che ci aiuteranno a proteggere la nostra privacy sui dispositivi dotati del sistema operativo Android.

Minimizzare la raccolta di dati da parte di Google.

Nella maggior parte dei dispositivi dotati di Android non è obbligatorio utilizzare un account Google, ma il non farlo, purtroppo ci porta ad avere un esperienza finale non completa.

Ma possiamo sempre controllare quali dati Google raccoglie su di noi e andare a limitarli tramite la pagina le mie attività del nostro profilo.

Bloccare il nostro dispositivo.

Usiamo un PIN o ancora meglio una password alfanumerica per bloccare il nostro dispositivo.

Crittografiamo il dispositivo per proteggere i dati salvati all’interno.

Nella maggior parte dei nuovi dispositivi Android la crittografia dovrebbe essere attivata di default, mentre sui dispositivi con versioni più vecchie andrà attivata manualmente.

Bisogna ricordare però che per utilizzare la crittografia sul nostro dispositivo abbiamo bisogno di impostare un PIN o una password.

Mantenere il software del dispositivo aggiornato.

Questo è un consiglio valido per tutti i dispositivi, di qualsiasi tipo.

Mantenere il software aggiornato è una delle cose più importanti da fare.

Sui dispositivi mobile, gli aggiornamenti vengono inviati direttamente dal produttore e quindi almeno per la parte riguardante l’OS dobbiamo fare affidamento a loro, ma possiamo comunque aggiornare le applicazioni ogni volta che è disponibile un nuovo aggiornamento.

Gli aggiornamenti solitamente non aggiungono solo nuove funzioni, ma nella maggior parte dei casi vanno a chiudere falle o bug che possono compromettere non solo la privacy ma anche la sicurezza del nostro dispositivo.

Fare attenzione agli app store e alle app di terze parti.

Bisogna fare molta attenzione alle app che installiamo e che possono provenire da fonti non sicure.

Se installiamo un app proveniente da un sito qualsiasi su Internet c’è la possibilità che l’app possa essere stata modificata per avere accesso a dati che normalmente non dovrebbe avere o potrebbe utilizzare il nostro dispositivo per altri scopi (per esempio una botnet).

Per questo è di vitale importanza che le applicazioni che installiamo esternamente dall’App Store ufficiale provengano da fonti di cui ci possiamo realmente fidare.

Quando installiamo un app, controlliamo prima i permessi.

Dobbiamo fare molta attenzione ai permessi che ogni applicazione che andiamo ad installare richiede e nel caso non installarla a fatto se richiede l’accesso a dati sensibili.

Molto spesso le app che andiamo ad installare richiedono l’accesso a più dati del necessario, in modo che possano poi utilizzare questi dati per altri scopi.

Controllare i permessi delle app installate.

Potremmo aver installato un applicazione in precedenza oppure non aver fatto caso ai permessi richiesti da un app.

Per questo motivo è bene prendersi 5 minuti di tempo e andare a ricontrollare i permessi richiesti dalle applicazioni che abbiamo già installato.

Rimuoviamo le app che non utilizziamo e prendiamo in considerazione la possibilità di utilizzare altre app simili, ma che richiedono un numero minimo di permessi per essere utilizzate.

Valutiamo quali app vogliamo che si sincronizzino con il cloud.

Facciamo un controllo e valutiamo quali app si sincronizzano con il cloud e se questa sincronizzazione non è necessaria la disattiviamo.

Non fare sincronizzare le app che non servono con il cloud, oltre alla funzione di farci risparmiare dati inviati,con conseguente risparmio economico, permette anche di limitare il numero di informazioni che sono in possesso di terzi.

Perché, è importante ricordare che. non c’è nessun cloud ma è semplicemente il computer di qualcun altro.

E se diamo i nostri dati a qualcun altro, quello che può farci dipende da lui.

Nascondere le notifiche private.

Per mantenere alto il nostro livello di privacy possiamo impedire che il testo delle notifiche e se vogliamo anche le notifiche stesse, vengano mostrate nella schermata di blocco.

E’ possibile cambiare questo comportamento direttamente dalle impostazioni di Android nelle sue ultime interazioni, mentre se utilizziamo una versione più vecchia, possiamo fare affidamento ad una schermata di blocco di terze parti che ha questa caratteristica.

Controllare le app predefinite.

Controlliamo le applicazioni predefinite utilizzate dal nostro dispositivo, e assicuriamoci di utilizzare applicazioni di cui ci fidiamo realmente per quanto riguarda almeno le app di comunicazione più critiche come email, SMS e browser.

Nel caso, nelle versioni più recenti di Android, possiamo cambiare le app predefinite con quelle con cui ci fidiamo di più.

Non condividere la posizione con le app.

Impediamo alle singole app di avere accesso alle nostra posizione.

A volte ci viene chiesto di avere accesso alla nostra posizione per darci un servizio migliore, ma al corretto funzionamento dell’app l’accesso alla posizione non è necessario, caso diverso è se ad esempio utilizziamo un app di navigazione stradale o di mappe, in questo caso l’accesso alla nostra posizione è necessario per il corretto funzionamento dell’app.

Non condividere la posizione con Google.

Impediamo ai servizi di Google di tracciare la nostra posizione, ed eliminiamo la cronologia della nostra posizione.

Considerare la possibilità di utilizzare una versione di Android non di Google.

Se il nostro dispositivo è fra quelli supportati e se abbiamo le giuste conoscenze tecniche, possiamo considerare di utilizzare una versione di Android sviluppata dalla comunità, come ad esempio LineageOS.

Bisogna fare attenzione quando decidiamo di fare questo passaggio perché senza un minimo di conoscenze tecniche rischiamo di fare dei danni irreparabili al nostro dispositivo.

Installare un altro browser.

Prendiamo in seria considerazione la possibilità di installare ed utilizzare un browser diverso da Chrome.

Nel Play Store ci sono molto browser di terze parti come Firefox o il browser di DuckDuckGo, solo per citarne due, che sono molto più attenti alla nostra privacy e che hanno una gestione dei permessi molto più chiara.

Cambiare il motore di ricerca predefinito.

Cerchiamo di utilizzare un motore di ricerca che non tracci le nostre ricerche.

Ci sono alcuni motori di ricerca che sono nati proprio con questo proposito, come DuckDuckGO o StartPage.

Siamo giunti alla fine, seguendo questa breve guida abbiamo già fatto un grande passo avanti nel migliorare la nostra privacy e proteggere i nostri dati sul nostro dispositivo Android.

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