Come sfruttare al meglio i gruppi Facebook per il social marketing

25/06/2018
Posted in Marketing
25/06/2018 fastbyte01

Dopo aver visto come utilizzare le Stories di Instagram per il social marketing, oggi ci occuperemo dei gruppi su Facebook.

Per quanto oggi le Pagine su Facebook sono ancora il mezzo più usato e diffuso per mantenere e stimolare gli utenti, i Gruppi sono uno strumento da non sottovalutare.

I Gruppi infatti possono rappresentare uno strumento di marketing ideale per la promozione sul social di Zuckerberg, soprattutto quando si vuole fare riferimento ad una utenza più mirata o semplicemente se vogliamo fornire una assistenza più diretta e immediata per un nostro prodotto o servizio.

In questo articolo andremo  a vedere alcuni consigli e idee su come gestire al meglio i gruppi su Facebook.

A livello di gestione, gestire un gruppo su Facebook non differisce in modo enorme dalla gestione delle più classiche pagine, quello che però può differire maggiormente e il tipo di utenza.

Mentre le pagine possono essere navigate da un’utenza più generalista, in quanto aperte a tutti e quindi tendenti a raccogliere anche la presenza di utenti di passaggio o che sono stati attratti da un post condiviso da un contatto, gli utenti dei gruppi tendo ad essere più specializzati, in quanto, sono esplicitamente interessati al nostro prodotto o servizio.

In questo caso, è logico che il modo di porsi a queste due tipologie di utenti deve essere diversa affinché si possano ottenere dei buoni risultati.

Le modalità del gruppo

Facebook permette di creare i gruppi con delle caratteristiche differenti.

Infatti, esistono 3 modalità diverse per impostare un gruppo, Pubblico, Chiuso e Privato.

La creazione di un gruppo Pubblico permette un’iscrizione automatica a chiunque ne faccia richiesta e permette di leggere i post del gruppo in modo libero.

Un gruppo Chiuso invece appare nelle ricerche ma per poter accedere alla lettura dei post serve che un amministratore approvi la richiesta dell’utente.

Infine, i gruppi Privati non appaiono nelle query di ricerca e per poter accedere a questi gruppi bisogna essere espressamente invitati da un amministratore o da un altro utente che fa già parte del gruppo.

Queste differenze anche se possono sembrare inutili a prima vista invece si possono rivelare utile se vengono utilizzate in modo consono.

Ad esempio i gruppi pubblici possono essere una soluzione ideale per i prodotti o i servizi di grande consumo, soprattutto se siamo interessati a raggiungere un elevato numero di potenziali clienti.

I gruppi chiusi invece permetto di selezionare al meglio il proprio target di riferimento, andando a decidere chi includere e chi escludere dalla lettura dei post.

Questo tipo di gruppo e poi molto utile se vogliamo offrire assistenza tramite il social network, poiché, dato che viene richiesta l’approvazione può fungere da argine contro eventuali disturbatori e troll.

L’utilizzo invece che si può fare dei gruppi segreti e meno standard e più creativo e permette di settorializzare maggiormente la nostra utenza.

Possiamo ad esempio, utilizzare i gruppi segreti per presentare delle offerte più specifiche agli utenti più fedeli, oppure per fargli provare un nostro prodotto o servizio in anteprima e quindi raccogliere i primi feedback.

Definire i ruoli e le regole

Anche se, come abbiamo già detto, i gruppi e le pagine non si discostano molto dal punto di vista della gestione, si discostano invece nel modo di poter rendere piacevole la permanenza.

Per poter rendere sia più piacevole la permanenza che l’attività di gestione del gruppo stesso, è utile definire delle regole e dei ruoli.

Anche se Facebook segnala in alcuni campi opportuni chi siano gli amministratori e i moderatori del gruppo, questa informazione non sempre potrebbe risultare di facile comprensione per gli utenti.

L’ideale sarebbe quello di creare un post con i vari ruoli e fissarlo nella parte alta della bacheca in modo che questa sia una delle prime cose che chi si iscrive al gruppo può notare.

Inoltre, nello stesso post, o con un post successivo ma sempre fissato in alto, andrebbero inserite delle regole di comportamento.

Queste regole servono a far capire in modo chiaro ai partecipanti del gruppo quale tipo di argomentazione o interazione può essere intrapreso all’interno del gruppo stesso e quali comportamenti e argomenti sono vietati.

Per quanto riguarda la moderazione dei commenti o dei post degli utenti questa dovrebbe essere abbastanza fluida ed essere limitata ai casi più eclatanti, in modo che l’utente non percepisca una eventuale situazione di esclusione o di censura.

Questo logicamente non vuol dire lasciar fare agli utenti quello che vogliono, ma vuol dire cercare il giusto compromesso tra la libertà di espressione e il quieto vivere del gruppo.

L’engagement del gruppo

L’engagement è sicuramente la parte più importane nella gestione di un gruppo se lo vediamo come uno strumento di promozione efficace.

Ed è proprio in quest’area che i gruppi differiscono maggiormente dalle pagine.

Nei gruppi gli utenti sono mediamente più attivi, perché sono maggiormente interessati al prodotto o al servizio e per questo motivo diventa ancora più determinante coinvolgerli.

Pertanto, utilizzare i membri di un gruppo come dei semplici destinatari di contenuti, come accade nelle pagine, è controproducente.

Bisogna spingere gli utenti ad interagire in modo maggiore e più libero, facendoli passare da semplici spettatori passivi a produttori attivi della vita del gruppo.

Ad esempio, si può chiedere agli utenti di condividere immagini o video della loro esperienza con il prodotto o il servizio oppure a condividere suggerimenti o domande.

Questo permette di creare un ambiente di confronto ideale.

Anche se in questo frangente le foto e i video rimangono gli strumenti ideali per il social marketing, ci sono altri tool che possono essere usati e che in questo caso possono acquisire anche una preponderanza maggiore.

Uno di questi strumenti sono i sondaggi, che all’interno dei gruppi hanno un successo maggiore in confronto al loro utilizzo sulle pagine, con una media di voti e di interazione nettamente superiore a parità di iscritti.

L’altro strumento sono le dirette live, su cui, essendo i membri del gruppo più targettizzati, le informazioni promozionali hanno più efficacia.

Se vogliamo utilizzare al meglio le dirette live, una buona idea sarebbe quella di sostituire il classico influencer con un membro stesso del gruppo, in modo da aumentare il senso di appartenenza e di fedeltà al marchio.

E dulcis in fundo bisogna ricordare un aspetto importante dell’utilizzo dei gruppi, le notifiche.

Si proprio le notifiche, sono molto più efficaci sui gruppi, in quanto Facebook tende a favorirle rispetto a quelle più canoniche, facendole spesso comparire tra le prime notifiche nell’apposita barra.

 

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